Logo
Stampa questa pagina

Spaghetti & stars

Spaghetti & stars

Questa volta lo spunto per parlare di pasta e cinema ce lo fornisce un’opera letteraria-fotografica. Si tratta di “Spaghetti e stars” (ed. Damiani)

Copertina del libro "Spaghetti & Stars"Il libro (è stata anche una bellissima mostra fotografica alla Galleria Colonna di Parma) è curioso e prezioso: Protagonista la pasta e, per una volta, comprimari, le stelle del cinema Concepito coma una galleria di “scatti rubati”dai set cinematografici di films girati in Italia (Roma per lo più), il volume ci mostra attori, attrici, registi italiani e stranieri, comunque vere e proprie stars, intenti a mangiare o cucinare pasta, spaghetti e maccheroni, durante le pause tra una rpresa e l’altra.

L’idea sembra venuta in seguito al ritrovamento, del tutto casuale, di alcune fotografie di Sophia Loren, immortalata mentre cucinava gli spaghetti per tutta la troupe, del film “La Ciociara”. Da lì, il recupero di altri scatti privati forniti dagli archivi dei paparazzi dell’epoca (le immagini si riferiscono per lo più agli anni sessanta) che fotografano altri “colleghi” e “colleghe” della Sophia nazionale concentrati a cucinare o, semplicemente, a mangiare la pasta. Il clima ha il sapore della festa, non solo per l’argomento in sé, ma anche perché i protagonisti mostrano sempre un’aria divertita, anche quando sono alle prese con vere e proprie missioni impossibili, come arrotolare gli spaghetti o cuocerli “al dente”. Vedere le espressioni di La John Wayne, Cary Grant Burt Lancaster o Charton Heston, per cirtarne solo alcuni. Ma, accanto a quest’aria di festa, come tutte le testimonianze di un’epoca, anche questa, ci induce una profonda nostalgia.

Il clima che si respira dentro questi scatti ci riporta al periodo d’oro della dolce vita. Ad un momento, forse unico ed irripetibile della storia recente di questo Paese. Accanto a Fellini, Sordi o la Magnani, le stars americane. Roma (ma qui è solo un simbolo dell’italianità) in grado di offrire una qualità di vita del tutto particolare. Un’espressione culturale e di costume, quel periodo, che ci appartiene, che sentiamo nostra, forse perché, oltre ad un cinema bellissimo che ci ha lasciato in eredità, percepiamo la capacità, allora, di elaborare qualcosa di autentico. L’Italia dell’epoca, con tutti i limiti, esportava cultura e un modo di guardare la vita, non ancora globalizzato o omologato. Guardando queste fotografie, non senza rimpianto, ci viene in mente un Paese semplice, forse ancora incompiuto, ma in grado di produrre un cinema di primissimo piano e uno stile di vita unico, spaghetti compresi.

Ultima modifica ilMercoledì, 20 Agosto 2014 15:36

Ultimi articoli di Raffaele Palumbo

© 2005-2014 La Spiga Italia s.n.c. - P.IVA: 01900460187 - L'Altrapasta è una testata giornalistica registrata presso il tribunale di Voghera n. 166 del 14/04/2005